Traduzioni dall'italiano al giapponese

giapponese


Siamo professionisti nelle traduzioni dall'italiano al giapponese


Possiamo dire che quasi tutti i traduttori con cui lavoriamo sono madrelingua e risiedono nel paese verso il quale la traduzione è rivolta, in questo modo possiamo essere sicuri che il documento da tradurre dall’italiano al giapponese sia in buone mani. Inoltre consideriamo la natura del documento così come il settore e, se questo è speciale, valutiamo se è necessario ricorrere a un traduttore specializzato nella materia.


Nel settore turistico e marketing, i traduttori dall’italiano al giapponese possono utilizzare la loro creatività, cosa che non è possibile in altri ambiti come nella traduzione di contratti, di brevetti, di rapporti finanziari, ecc. Qui la traduzione è più letterale.


Per fare in modo che sia più facile trattare con noi, mettiamo a vostra disposizione un project manager. Sarà il vostro interlocutore, che vi accompagnerà durante tutti i vostri progetti di traduzione dall’italiano al giapponese o qualsiasi altra lingua, rispondendo a tutte le vostre domande e richieste e assicurandosi che la traduzione sia pronta in tempo utile.


La lingua giapponese


Sappiamo che il Giappone è un arcipelago composto da quattro grandi isole e da mille isole minori. Sappiamo inoltre che l'area metropolitana di Tokio è la più popolata del pianeta e tra le più inquinate. E' la terza potenza economica più importante del mondo e si colloca al terzo posto per numero di abitanti. Più di120 milioni di persone parlano questa lingua. I giapponesi fanno fronte periodicamente a fenomeni naturali spietati. Ma cosa sappiamo veramente del cosiddetto «paese del Sol levante»? Sappiamo che il suo nome in giapponese significa proprio questo?


Se lo chiedessimo ai nostri figli o ai nostri fratelli minori, essi ci parlerebbero senz'altro delle diverse manifestazioni della cultura manga, la quale, negli ultimi anni, ha ottenuto milioni di adepti in Occidente, come dimostrano i numerosi eventi a essa dedicati che si celebrano nelle nostre città. Ma sappiamo che i diversi generi di manga giapponesi trattano anche temi «seri»? Che sono amati da lettori di tutte le età? Che, per questo, sono più popolari della televisione? Certamente avremo visto molti giovani che sfoggiano tatuaggi con caratteristiche giapponesi. Probabilmente qualcuno non sa che il giapponese ha diversi sistemi di scrittura —il kanji (composto da ideogrammi, che rappresentano idee e fonogrammi, che rappresentano suoni) e il kana, il quale, a sua volta, comprende lo hiragana e il katakana— utilizzati con diverse funzioni in situazioni sociali molto concrete.


Il giapponese fa parte della la famiglia delle lingue austronesiane, ma è un fenomeno linguistico relativamente isolato con un’idiosincrasia propria. Sebbene, senza dubbio, comprendiamo che tratti di una lingua veramente complessa e piena di sottigliezze, siamo davvero consapevoli delle sue peculiarità? Sappiamo che i verbi devono essere collocati alla fine della frase, che a grandi linee non esistono gli articoli, i generi, i plurali, il tempo futuro e che altri aspetti grammaticali si deducono dal contesto? Sappiamo che, di conseguenza, persino l'organizzazione delle idee differisce dalle strutture occidentali? Sappiamo quali sono le sue ripercussioni sugli atti comunicativi?

I mezzi di comunicazione e la cultura di massa hanno stimolato una serie di idee stereotipate sul Giappone (le tradizioni ancestrali, gli avanzamenti tecnologici, il consumismo sfrenato, soprattutto da parte dei giovani, il karaoke, ecc.) che ci offrono immagini parziali che non riflettono necessariamente la realtà nipponica e non contribuiscono alla comprensione fra le nostre culture. Fortunatamente, i rapporti commerciali e i contatti culturali attuali, l'accesso e lo scambio di informazioni di prima mano grazie alle nuove tecnologie, stanno mettendo fine a questa situazione.




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